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Carabinieri convivenza

I carabinieri devo dichiarare la loro convivenza. È un argomento che non sapevi e che tutt’ora ti affligge dei dubbi? Non temere siamo qui anche per questo, per aiutarti a schiarire ogni tua perplessità.

Devi sapere che l’arma dei carabinieri ha delle regole precise da rispettare. Se una di queste venisse infrante, il divario tra una sospensione e una sanzione è davvero breve. Ti sembrerà esagerato, ma purtroppo o per fortuna è così che va.

Comunicazione di convivenza carabinieri: va sempre dichiarata?

La comunicazione di convivenza di un carabiniere dev’essere presentate al Comando di Reparto presso la quale svolge servizio. Altresì, tali forze di polizie hanno l’obbligo di fornire i dati personali del partner con cui convive.

Tutto ciò diventa obbligo nel momento in cui il convivente ha la residenza nella stessa abitazione presso la quale vive il carabiniere. Diversamente, non è fatto obbligo di dichiarazione poiché il soggetto non spunterà legalmente nello stesso appartamento.

Se dovessimo far riferimento alla Legge, prenderemo in considerazione l’articolo 238 della Gazzetta Ufficiale. In sintesi, quest’ultima documentazione dice che il militare facente parte dell’arma dei carabinieri non potrebbe svolgere il servizio qualora:

  • Presso i luoghi nella quale ci sono delle situazioni di incompatibilità ambientale e che inficiano negativamente sullo svolgimento dei compiti o che potrebbero aggravare sull’immagine del prestigio istituzionale.
  • Nel caso in cui presso il reparto appartenente all’edificio in cui il militare lavora, egli con il convivente o il coniuge avrà stabilmente dimorato prima del matrimonio, dell’arruolamento oppure convivenza, a patto che non venga indicato diversamente dal Comandante generale.

La comunicazione della convivenza dei carabinieri va notificata anticipatamente al personale dell’Arma di polizia italiana, affinché loro stessi possano valutare la situazione e comprendere se ci sono i presupposti per lo svolgimento di servizio.

Convivenza carabinieri non dichiarata: cosa decide il TAR?

Rispettando la legge riassunta nei paragrafi precedenti, c’è da sottolineare la valutazione soggettiva del caso per caso. Ad esempio, è accaduto tempo fa che lo stesso Tribunale amministrativo regionale avrebbe rifiutato l’accusa da parte del Comando, nei confronti di un carabinieri che non aveva dichiarato la convivenza.

Questo perché il Comandi, accusò il suo dipendente di aver creato dei disservizi che si sarebbero percossi sul luogo di lavoro. Non avendo avuto modo di dimostrare quanto dichiarato, il TAR assolse il carabiniere incriminato pur non avendo mai dichiarato la sua variazione del nucleo familiare.

Attenzione, questo non giustifica il suo comportamento, ma abbiamo voluto riportare anche delle situazione dove una mancata dichiarazione non ha influito affatto sulla situazione del carabiniere.

Ti suggeriamo sempre di seguire le regole e di attenerti all’articolo 238 della Gazzetta Ufficiale. Hai mai avuto una situazione simile? Se ti va, raccontala nei commenti.

Danilo Aurilio

Danilo Aurilio

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