Conoscere l’organico delle forze armate italiane è un fattore importante per diversi aspetti, tra cui assumere la consapevolezza di qual è la struttura dei componenti militari della Repubblica italiana e scegliere un percorso per poter indossare la divisa preferita.
Le forze armate italiane sono 4, e comprendono: l’Arma dei Carabinieri, l’Aeronautica militare, l’Esercito italiano e la Marina militare.
Com’è composto l’organico delle forze armate italiane?
L’organico delle forze armate italiane ha un duplice scopo, mantenere la pace sul territorio e garantire l’ordine pubblico. È poi chiaro che ogni componente ha un suo ruolo e delle mansioni che potrebbero differire dalle altre.
Nell’elenco resta esclusa la Guardia di Finanza, che invece è un corpo speciale di Polizia a ordinamento militare la cui responsabilità ricade sul Ministero dell’economia e delle finanze.
L’esercito italiano
L’esercito italiano nasce il 4 maggio del 1861, e da allora fino al 2023 totalizza 94.000 unità militari e oltre 5.000 civili. A capo della struttura gerarchica c’è il Capo di Stato Maggiore, a comando e leader della Forza Armata.
Al di sotto troviamo il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, il Comando logistico, il Comando per la Formazione, la Specializzazione e la Dottrina utile alla specializzazione, aggiornamento e formazione delle risorse.
Marina militare italiana
La marina militare italiana fa parte dell’organo delle forze armate, e ha come scopo la prevenzione contro il narcotraffico e assicurare che i traffici commerciali e la navigazione marittima sia al sicuro.
Ma non solo, perché tra gli obiettivi della marina militare c’è la protezione alla biodiversità, e tutto ciò grazie al comparto operativo suddiviso in “formazione” e “logistico”.
A livello gerarchico in prima linea c’è il Capo di Stato maggiore della Marina militare, da cui dipendono anche l’Istituto idrografico della Marina e il Corpo delle Capitanerie di Porto. Nonostante il comando logistico sia collocato a Napoli, nelle diverse aree del Paese sono dislocati altri comparti marittimi.
I mezzi impiegati nella Marina sono molteplici, e si differenziano per tipologia (aerea, subacquea e navale). Troviamo infatti:
- Cacciamine;
- Cacciatorpediniere lanciamissili;
- Fregate;
- Pattugliatori;
- Portaerei (la Giuseppe Garibaldi e la Cavour);
- Portaeromobili;
- Motocisterne;
- Navi di rifornimento acqua;
- Mezzi di supporto e ricerca.
Aereonautica militare italiana
Le mansioni affidate all’aeronautica militare italiana sono innumerevoli, infatti al di là della sicurezza e la difesa dello spazio aereo italiano, la forza armata deve difendere anche lo spazio euro atlantico ed euro mediterraneo, senza tralasciare l’adesione a delle missioni internazionali.
Ma attività difensive a parte, l’aereonautica deve prestare soccorso e attivarsi in ricerche laddove sussistano esigenze improvviste, come in vista di alcune calamità naturali.
Anche in questo caso troviamo innanzitutto il Capo di stato Maggiore, che provvederà ad organizzare e coordinare le attività dell’intera forza armata, suddivisa in 3 comandi principali: quello delle Scuole, della squadra aerea e della Logistica.
La forza armata in questione è ricca di mezzi speciali impiegati nel trasporto, nel rifornimento, addestramento, sorveglianza e da combattimento. Alcuni tra questi sono:
- Velivoli;
- Droni;
- Elicotteri;
- F-35;
- Eurofighter Typhoon (F-2000A), da caccia;
- Panavia A-200 Tornado.
Arma dei carabinieri
Fino a 25 anni fa, nel 2000, i carabinieri venivano considerati parte dell’Esercito, mentre adesso si parla di “forza armata autonoma”. Le loro mansioni speciali sono di polizia militare e gendarmeria, oltre come scopo primario mantenere l’ordine pubblico e la sicurezza.
La natura dei compiti dei carabinieri è sia militare che di polizia, quanto ai mezzi in suo possesso troviamo: pistole e fucili d’assalto (solitamente la Beretta 92 FS e SB), i fucili a pompa, i droni e una sicurezza balistica.